“Non volevamo solo slogan e marce. Anche se importanti, non bastano. Bisogna puntare sulla complicità. È tutta una questione di complicità. È da lì che inizia una solidarietà significativa.”
Omar Barghouti (fondatore di BDS)
Il cinema italiano non deve più rimanere spettatore dei crimini contro l'umanità e di quello che è stato ampiamente riconosciuto da tutte le istituzioni autorevoli internazionali come un genocidio del popolo palestinese. In risposta alle continue richieste dellә artistə palestinesi e della società civile in generale, Venice For Palestine vuole aprire un confronto pubblico sul boicottaggio culturale dello Stato israeliano e di tutte le istituzioni e aziende israeliane che non prendono formalmente posizione contro le politiche di pulizia etnica e di apartheid.
Da decenni, artistә e operatori culturali di tutto il mondo denunciano le gravi violazioni dei diritti umani commesse da Israele. Quella che stamo vivendo non è che l'ultima fase di una politica repressiva e di occupazione militare che da decenni va avanti impunita.
Le ultime settimane hanno visto susseguirsi iniziative di azione collettiva contro l'attacco genocida di Israele. Più di 5.000 professionistə del cinema internazionale hanno dichiarato con il pledge di Filmworkers for Palestine che non collaboreranno con le istituzioni israeliane. Moltə cineastə israelianə hanno poi risposto riconoscendo il loro sostegno al boicottaggio internazionale in una lettera aperta di condanna per quanto sta accadendo a Gaza. Oltre 400 artistə ed etichette discografiche che hanno aderito all'iniziativa No Music for Genocide, rifiutando il permesso di trasmettere la loro musica in streaming in Israele. E milioni di persone sono scese nelle piazze del mondo per “bloccare tutto” contro il genocidio ed a sostegno delle attivistə a bordo delle Flottille.
Siamo consapevoli che il boicottaggio culturale da solo non può porre fine al genocidio, all'apartheid o all'occupazione illegale. Crediamo però che, insieme al settore sportivo, al mondo accademico, ai settori economici e a tutte le sfere della politica che stanno interrompendo i rapporti con le istituzioni complici, anche il settore del cinema italiano debba partecipare a quell'ondata di azioni collettive che potrà costringere Israele a rispettare pienamente i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale.
La decisione di impegnarsi in un boicottaggio non può essere presa alla leggera, perciò vi invitiamo a questo confronto, anche se avete perplessità e resistenze, credendo che il settore del cinema italiano sia pronto per fare questo passo. Chiediamo pertanto all’industria del nostro cinema in tutta la sua filiera - dalla scrittura alla produzione, dal sostegno finanziario alla distribuzione, dai festival fino ad arrivare alle sale cinematografiche - di partecipare a questo dibattito pubblico per poi impegnarsi allo stesso modo dei tantə colleghə nazionali e internazionali che hanno preso posizione in questi drammatici mesi.
Non si può continuare come se nulla fosse, questa impunità deve finire e tutti noi possiamo fare la nostra parte.
V4P – Venice For Palestine